La magia su punizione di Olise aveva acceso lo Stade de France e portato avanti la Francia, con un Donnarumma incolpevole sul gol. La risposta dell'Italia, però, non si è fatta attendere e Alessandro Bastoni ha ristabilito l'equilibrio con un'incursione da centravanti aggiunto, un gol in pieno stile Chivu.
Il secondo di fila
È il secondo gol consecutivo con la maglia azzurra, dopo quello segnato in Turchia che aveva riacceso l'Italia. Due gol nelle ultime due partite, dopo mesi nei quali sembrava che ogni episodio finisse per pesargli addosso.
La dichiarazione che racconta il momento è: “Non lascio che siano uno o due episodi a rovinare la mia carriera di 300 partite”. E poi c'è quella parte che forse conta ancora di più: “Ho sempre avuto fiducia in me stesso e grazie alla mia famiglia sono riuscito ad andare oltre gli episodi brutti”
Una montagna di fischi
Perché Bastoni, negli ultimi mesi, si è portato dietro una quantità di rumore spropositata. Fischi con l'Inter, fischi con la Nazionale, stadi nei quali sembrava diventato il bersaglio perfetto. Come se fosse diventato il colpevole di ogni cosa.
Una storia cominciata con Kalulu e mai davvero finita. Ma nel calcio un episodio può trasformarsi rapidamente in un'etichetta, e quell'etichetta può durare molto più del necessario.
Poi è arrivata Zenica, un'altra serata complicata. Un'altra partita nella quale Bastoni si è ritrovato al centro delle critiche, come se ogni errore dell'Italia dovesse passare dal suo nome.
Non servivano vendette. Servivano risposte.
La risposta più bella
E Bastoni ha scelto di darle nel modo più semplice che esista nel calcio: giocando e segnando.
Non ha cancellato il passato. Non può cancellare i fischi e nemmeno gli errori commessi.
Ma ha aggiunto due pagine nuove alla storia.
E soprattutto la sensazione che, finalmente, quando si parla di Bastoni, si possa tornare a parlare del calciatore e non soltanto dell'episodio.
Grazie alla famiglia
Dopo il gol e dopo la partita, Bastoni ha voluto ringraziare chi gli è stato vicino nei momenti più difficili. Chi lo ha sostenuto e, soprattutto, la sua famiglia.
Perché quando fuori c'è una montagna di rumore, contano le persone che continuano a ricordarti chi sei quando tutti gli altri hanno già deciso chi devi essere.
Ed è forse questa la parte più bella della sua rivincita. Non aver zittito qualcuno ma aver ritrovato se stesso.
La magia su punizione di Olise aveva acceso lo Stade de France e portato avanti la Francia, con un Donnarumma incolpevole sul gol. La risposta dell'Italia, però, non si è fatta attendere e Alessandro Bastoni ha ristabilito l'equilibrio con un'incursione da centravanti aggiunto, un gol in pieno stile Chivu.
Il secondo di fila
È il secondo gol consecutivo con la maglia azzurra, dopo quello segnato in Turchia che aveva riacceso l'Italia. Due gol nelle ultime due partite, dopo mesi nei quali sembrava che ogni episodio finisse per pesargli addosso.
La dichiarazione che racconta il momento è: “Non lascio che siano uno o due episodi a rovinare la mia carriera di 300 partite”. E poi c'è quella parte che forse conta ancora di più: “Ho sempre avuto fiducia in me stesso e grazie alla mia famiglia sono riuscito ad andare oltre gli episodi brutti”
Una montagna di fischi
Perché Bastoni, negli ultimi mesi, si è portato dietro una quantità di rumore spropositata. Fischi con l'Inter, fischi con la Nazionale, stadi nei quali sembrava diventato il bersaglio perfetto. Come se fosse diventato il colpevole di ogni cosa.
Una storia cominciata con Kalulu e mai davvero finita. Ma nel calcio un episodio può trasformarsi rapidamente in un'etichetta, e quell'etichetta può durare molto più del necessario.
Poi è arrivata Zenica, un'altra serata complicata. Un'altra partita nella quale Bastoni si è ritrovato al centro delle critiche, come se ogni errore dell'Italia dovesse passare dal suo nome.
Non servivano vendette. Servivano risposte.
La risposta più bella
E Bastoni ha scelto di darle nel modo più semplice che esista nel calcio: giocando e segnando.
Non ha cancellato il passato. Non può cancellare i fischi e nemmeno gli errori commessi.
Ma ha aggiunto due pagine nuove alla storia.
E soprattutto la sensazione che, finalmente, quando si parla di Bastoni, si possa tornare a parlare del calciatore e non soltanto dell'episodio.
Grazie alla famiglia
Dopo il gol e dopo la partita, Bastoni ha voluto ringraziare chi gli è stato vicino nei momenti più difficili. Chi lo ha sostenuto e, soprattutto, la sua famiglia.
Perché quando fuori c'è una montagna di rumore, contano le persone che continuano a ricordarti chi sei quando tutti gli altri hanno già deciso chi devi essere.
Ed è forse questa la parte più bella della sua rivincita. Non aver zittito qualcuno ma aver ritrovato se stesso.