Ferrari attacks the Mercedes fort: the ADUO card is not enough

La candidatura iridata aperta dalla vittoria di Hamilton a Barcellona poggia su molteplici aspetti

Solo vagheggiata a Montreal e a Montecarlo, dove Kimi Antonelli era di fatto ingiocabile, la prima vittoria Ferrari dall'autunno di due anni fa in Messico si è materializzata a Barcellona e spinge al centro della scena un'ipotesi di caccia al titolo che per farsi realmente concreta ha bisogno di conferme più o meno immediate, almeno a livello di trend. Il Gran Premio d'Austria dell'ultimo fine settimana di giugno e quello d'Inghilterra del primo di luglio rappresentano sotto questo aspetto altrettanti passaggi-chiave. Dal punto di vista di Maranello occorre puntare su un'esecuzione perfetta dal venerdì alla domenica (a maggior ragione nei weekend del formato Sprint) e prima ancora un assedio al "fortino" Mercedes che dia un ruolo comunque centrale a Charles Leclerc, alle prese con un passaggio complicato della sua stagione ma perfettamente in grado di estrarre dalla sua SF-26 gemello tutto quello che Lewis Hamilton sta già spremendo dalla sua. In ogni caso, è una scelta molto dolorosa quella che attende da qui ad una di giorni il Team Principal Frederic Vasseur e i suoi più stretti collaboratori nel top management di Maranello. 

Smaltita la meritatissima festa post gara del Montelò insomma è già tempo di rimboccarsi le maniche. A corroborare la candidatura ferrarista ci sono i due aggiornamenti ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities) assegnati alla Rossa per il resto di questa stagione a fronte di quello singolo della Mercedes. Basterà per fare la differenza? Il confronto resta tutto in salita dalla prospettiva maranelliana. Le due ultime stagioni ha dimostrato come i rapporti delle forze in campo possano modificarsi in modo anche sostanziale nell'arco di un singolo campionato e nello spazio di pochi mesi. Senza contare il fattore ambientale e quello umano. Nemmeno la McLaren (brodino catalano a parte) può dirsi a priori fuori dai giochi. Barcellona insomma ha rimescolato le carte: da un lato materializzando il primo passo falso di Antonelli (responsabilità da dividere come minimo a metà con il team), dall'altro aprendo ipotesi iridate per la Ferrari e per l'attuale miglior interprete della SF-26: una monoposto evidentemente plasmata sulle forme e sulle richieste di sir Lewis, il cui margine di crescita (gettoni ADUO compresi) nei confronti dei diretti rivali scatena la fantasia dei tifosi delle Rosse ma ancora non spaventa fino in fondo i sostenitori di Antonelli.

Copyright © 1999-2026 RTI S.p.A. Business Digital - P.Iva 03976881007 - Tutti i diritti riservati - Per la pubblicità Mediamond S.p.A. - RTI S.p.A., Mediaset N.V., sede legale Amsterdam (Paesi Bassi) - Uffici Viale Europa 46, 20093 Cologno Monzese (MI)

Rispetto ai contenuti e ai dati personali trasmessi e/o riprodotti è vietata ogni utilizzazione funzionale all’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa. È altresì fatto divieto espresso di utilizzare mezzi automatizzati di data scraping.

The world championship candidacy opened by Hamilton's victory in Barcelona is based on multiple aspects

Only dreamed of in Montreal and Monte Carlo, where Kimi Antonelli was in fact unplayable, Ferrari's first victory since the autumn of two years ago in Mexico materialized in Barcelona and pushes a title hunt hypothesis to the center of the scene which, to become truly concrete, needs more or less immediate confirmation, at least at a trend level. The Austrian Grand Prix on the last weekend of June and the English Grand Prix on the first of July represent equally key passages in this respect. From Maranello's point of view, it is necessary to focus on perfect execution from Friday to Sunday (even more so on Sprint format weekends) and before that a siege of the Mercedes "fortress" that still gives a central role to Charles Leclerc, struggling with a complicated passage of his season but perfectly capable of extracting from his twin SF-26 everything that Lewis Hamilton is already squeezing out of his. In any case, it is a very painful choice that awaits Team Principal Frederic Vasseur and his closest collaborators in Maranello's top management in the next few days.

Once the well-deserved Montelò post-race party is over, it's already time to roll up your sleeves. Corroborating Ferrari's candidacy are the two ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities) upgrades assigned to the Ferrari for the rest of this season compared to the single one for Mercedes. Will it be enough to make a difference? The comparison remains all uphill from the Maranelli perspective. The last two seasons have demonstrated how the balance of power on the pitch can change substantially over the course of a single championship and in the space of a few months. Not to mention the environmental and human factors. Not even McLaren (Catalan broth aside) can a priori be said to be out of the running. In short, Barcelona has shuffled the cards: on the one hand materializing Antonelli's first misstep (responsibility to be shared at least in half with the team), on the other opening world championship hypotheses for Ferrari and for the current best interpreter of the SF-26: a single-seater evidently modeled on the shapes and requests of Sir Lewis, whose margin of growth (including ADUO tokens) compared to its direct rivals unleashes the imagination of the Reds' fans but still does not frighten Antonelli's supporters fund.

Copyright © 1999-2026 RTI S.p.A. Business Digital - VAT number 03976881007 - All rights reserved - For advertising Mediamond S.p.A. - RTI S.p.A., Mediaset N.V., registered office Amsterdam (Netherlands) - Offices Viale Europa 46, 20093 Cologno Monzese (MI)

With respect to the contents and personal data transmitted and/or reproduced, any use functional to the training of generative artificial intelligence systems is prohibited. It is also expressly prohibited to use automated means of data scraping.